Contro il responsabile della rubrica GNAM ÑAM di cafè babel

Pasta De CeccoCaro Responsabile della Rubrica GNAM ÑAM di cafè babel,

Chi Le scrive non è un maniaco dello Slow Food o uno di quelli che non sono mai usciti da un ristorante con una bella doggy bag, piena di quell'arrosto di vitello così-buono-che-quasi-quasi-me-ne-mangio-un-po-a-colazione-domattina, ma come ti viene in mente di iniziare una rubrica dal titolo GNAM ÑAM con una marchetta ai sessant'anni del Tupperware?

Bisogna parlare chiaramente quando si parla di cibo, perchè dalle nostre parti si dice che a pranzo bisogna mangiare "cucinato" e soprattutto si pensa che noi siamo quel che mangiamo, come lo mangiamo, con chi lo mangiamo e soprattutto perchè lo mangiamo.

Senza offesa per gli affamati del mondo...chi preferisce dover mangiare in una scatola di plastica unta in ufficio anzichè farsi una bella Tartara di tonno rosso nel ristorantino dietro l'angolo alzi la mano!!!

E allora inauguriamo la rubrica GNAM ÑAM con uno zibaldone di idee mangiatorie per Natale, sapendo che il buon Panettone non si trova solo da Bastianello a Milano. Oppure se vogliamo esser un po' chic e po' no-global allo stesso tempo, facciamo un servizio speciale sulla buona massaia bio-europea che si fa il pane in casa per evitare i lieviti industriali e l'inflazione dei farinacei causata dalle politiche di Bush sui bio-carburanti... ma il Tupperware no! Ti prego. Ci fa venire un po' di tristezza, perchè nel cibo il contenitore conta quanto il contenuto. Ti faccio due esempi. Il primo: chi mangerebbe delle ostriche in un Tupperware? E, in secondo luogo, uno spaghetto al dente con basilico e pomodorini di collina (costo di produzione meno di 2 euro, che ti spazzoleresti in un batter d'occhi) ti fanno venire l'acquolina in bocca quando li pressi in un bauletto verde fluo?

Bisogna correggere la linea gastronomico-editoriale di GNAM ÑAM urgentissimamente. Per cui, caro responsabile della Rubrica GNAM ÑAM, la prossima volta che ti viene in mente di pubblicare articoli del genere in una rubrica del genere, lascia perdere, chiamami e ci penso io ad invitarti a pranzo. Vedrai, il mondo fuori dal Tupperware non è niente male. GNAM ÑAM!!!

Cordialmente,

Cochon Politikon

L'Europa delle coppie Italo-francesi, tra Mickey Mouse e Novella 2000

Carla BruniQuesto blog non può non rompere il suo silenzio per esprimersi su due storie parallele di infatuazione, due storie di amori italo-francesi. Le due coppie si chiamano: Sarkozy-Bruni e Manoudou-Marin. Quattro ragazzini, di cui uno presidente della Repubblica francese, una ex-top model che anni fa' cantava con una chitarra "Il cielo in una stanza" in francese, e due campioni del nuoto appena post-adolescenti. Tutti e quattro in un modo o nell'altro sfidano con le loro storie il nazionalistmo vivo e sonnecchiante che ancora oggi occupa le menti dell'Europa.

Ci piace tanto questa Europa. Con il Presidente che si comporta nella emancipata Francia come un macho latino, passando da una ex modella ad un'altra ex-modella (più giovane e raffinata), provocando la tipica triste reazione dei socialisti francesi che si vedono ormai come in un Principato: probabilmente loro preferirebbero una Segolène qualsiasi ed un bel clima da Repubblica... di Weimar. Con la ex top-model, cantante rubacuori, che abbandonata l'Italia vi ritorna in veste di Caterina de' Medici post-moderna, bella, viziata eppure discreta. Con i due nuotatori che prima vanno in escandescenze amorose in piscina, poi litigano in diretta, ma continuano l'uno e l'altra a sfidare i divieti delle Federazioni Nazionali di Nuoto e ad allenarsi insieme, nello stesso paese, nella stessa piscina.

Scandalo, snobberia, indignazione, sono solo i sintomi della reazione della vecchia retroguardia perbenista all'Europa del 2007, che si emoziona per un presidente che conquista una bella donna, che si esalta per le litigate genuine di una giovane coppia di nuotatori, che ama la sfilata di Mickey Mouse a Disneyland, che vede in tutto ciò lo specchio della propria vita se non dell'oggi del domani. Chiamatela pure futilità, ma sono proprio forti queste coppie italo-francesi. Perciò auguri. E figli maschi!

Settembre andiamo! È tempo di magnare (o migrare)

sheep_racing.jpgDal 28 giugno al 12 Settembre Cochon Politikon si è concesso un breve periodo di vacanza estiva, ci è andata meglio che ad Alain Delon nel film "La Piscine": poverino lui, a Romy Schneideir aveva dovuto confessare di avere solo un mese di ferie quell'anno. Pauvre Jean-Paul...

Anche al Parlamento europeo di Bruxelles è andata meglio che ad Alain Delon: le porte di Bâtiment Spinelli e dintorni sono rimaste chiuse dal 18 luglio al 26 agosto, inclusi ovviamente. E diciamoci la verità, alzi la mano chi si è accorto che dal 27 agosto sono tornati a lavorare! Beh, dimenticavo è stato votato il regolamento sull'Organizzazione comune dei mercati nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari.

Quindi, a parte il malore di Michel Rocard in India, non succede un granchè, l'estate politica europea è stata dominata dalla grande tendenza dell'anno: la cronaca nera, la povera Maddy, Garlasco, le fiamme greche e le loro tragiche conseguenze.

Se non ci fosse di mezzo il dramma, come buoni abruzzesi potremmo dire: Settembre andiamo, è tempo di magnare (o migrare).

Per scrivere questo post è stato consumato un Gigot d'agneau, un barattolo di miele al girasole e una bottiglia di Châteldon.

Torture Cocktail

champagneNon ci piace l'ironia facile, ma non possiamo non segnalare un evento fondamentale per chi vive da maiali a Bruxelles. In occasione della presentazione dello studio sull'Applicazione delle linee guida Ue sulla tortura e gli altri trattamenti inumani e degradanti, la signora Hélène Flautre, presidente della Sottocommissione Diritti Umani del PE ci invita ad un "Torture Cocktail" oggi alle 12.30. Un appuntamento davvero imperdibile per tutti noi che lottiamo per i diritti umani

La maturità del P.O.R.C.O.

Visto che oggi si celebra la Maturità nei licei d'Italia, proponiamo come simpatico fuori tema uno spunto di riflessione proposto da un giornalista di cui non riusciremo mai a tessere le lodi. Per questo ci limitiamo a linkare la regola del P.O.R.C.O. - ovvero come scrivere un tema in Italiano senza rimpianti. Perchè per noialtri alla maturità è meglio non prendere un bel voto, piuttosto che avere rimpianti.

L'Europa è con noi: standard minimi per la protezione dei suini

Maiali GruppoQuesto blog non avrà mai tentazioni corporativo-sindacali, ma saremmo attaccati dai nostri "constituents" se non riportassimo una notiza fondamentale. Il Parlamento ha approvato a larghissima maggioranza stamane una direttiva che stabilisce standard minimi per la protezione dei maiali. Verri, scrofe, maialini da latte, da carne, etc... finalmente vedono i loro diritti sanciti dal diritto comunitario. Nella sua relazione la Commissione ha annunciato questa misura in nome di una "people's Europe".

Da oggi anche il Maiale entra in Europa. Secondo la nuova direttiva Ue il maiale è "un animale della specie suina, di qualsiasi età, allevato a scopo di riproduzione ed ingrasso".

Siamo felici: l'Europa è con noi, per l'ingrasso, con l'ingrasso.

Cina e cotechino

MaialeIl Ministro del Commercio internazionale Emma Bonino ci informa che proprio in questi giorni si è risolta l'annosa questione del prosciutto italiano in Cina.

Sentitamente, tutti, diciamo: meno male!


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Per scrivere questo post sono stati consumati: tre unghie e un panino con la mortadella Rovagnati.

L"arabité" e l'apprendista stregone Michel Rocard

Lawrence d'ArabiaE' in arrivo al voto, in aula plenaria a Bruxelles, il rapporto di Michel Rocard sulla riforma democratica del mondo arabo e la politica europea: "Le riforme nel mondo arabo: quale strategia per l'Ue?"... Non si sa se bene come ci sia finito un punto interrogativo alla fine del titolo!

Intendiamoci: il PE che si pone la questione di quale politica europea a favore della promozione della democrazia nel mondo arabo, è politicamente il grande ballo delle debuttanti. Che a porla, al nome del PE, sia un rapporteur francese poi, getta quasi un brivido da "Dancing in the Dark". Chi altro allora, se non il politico piu eternamente non-sgamato della politica francese poteva farsi avanti ad aprire le danze, se non Michel Rocard?

Il Rapporto ha tutto del valore aggiunto del buon Rocard, che ha fatto dell'interrogare le proprie certezze, il marchio dell’essere l’eterna stecca socialdemocraticante nel coro di auto-compiacimento, post o pre-revoluzionario, che fa il dogma della sinistra francese che, è pur vero, è riuscita a fare brevettare e vendere (al mondo e a se stessa) il ghigliottinare una capricciosa regina come madre di tutte le rivoluzioni.

Ma non è tanto per quel punto interrogativo che ci si chiedeva se mai sarebbe stato presentato al voto in aula il rapporto, ma per l’impresa e i tempi per trovare nelle 22 lingue dell’Unione la traduzione, soddisfacente, per il termine “arabité” che Rocard rende protagonista di tutto il suo rapporto. L'"arabité", qualunque cosa essa sia, è il qualcosa (un complesso? un orgoglio? boh!) con il quale l’Unione deve cominciare a interloquire, se vuole cominciare un dialogo costruttivo, di scala e di portata con il mondo arabo. Niente-popò-di-meno! Rocard non si tradisce mai: non i governi, non l’opposizione interna, la società civile, il mondo delle imprese, gli americani, i russi niente: l’"arabité" è l'interlocutore, in un dialogo che non teme gli abissi psicoanalitici.

Ma non saremo noi a lasciarci andare qui a facili ironie. Che l’ufficio interpreti del PE imprechi pure (non saremo noi a volergli negare il diritto di imprecare solo perchè lautamente pagato per fare il suo lavoro: gli schiavi del Missisippi cantavano per ripicca di non essere pagati, provate voi a tradurre “arabité” in lettone!).

A ognuno il suo e a noi di mettere in guardia dalla facile ironia: tra le più famose vittime che non hanno saputo resistere alla tentazione, c'è quel presidente francese che lo sostituì da Primo Ministro con una certa Edith Cresson, per poi ritrovarsi ricordato negli annali come uno dei più grandi presidenti di sinistra, del quale pero ci si ricordò nei suoi 7+7 anni (14 anni cazzo!) di governo, solo di avere abolito la pena di morte.

Insomma, giù le mani da Michel, per il bene di tutti. Rocard è uno capace di non solo dire, ma anche fare andare in stampa (senza poi comprare tutte le copie in circolazione per farle sparire dagli scaffali) un libricino nel quale nero su bianco, in un simpatico battibecco con il diavolo Bolkenstein (Éditions Autrement), di dire che se fosse per lui, anche l’Algeria dovrebbe entrare, e non solo la Turchia, nell’Unione europea… Insomma Rocard è un uomo che non ha paura di rilanciare. E cosi anche con l’intero mondo arabo, se scomoda un termine così dubbioso come l'"arabité” per niente (per promettere un ministero della "francité" a Sarko gli daranno del fascista ancora per anni!).

Certo è un po' pericoloso, se non altro perchè si picca di conoscere il mondo arabo. Di tutta evidenza, crede di aver capito qualcosa del mondo arabo e già che non ha scelto una carriera politica nella quale ingombrarsi dell’appellativo di "liberale" tanto vale maneggiare categorie pesanti come l'"arabité" che nessuno sa onestamente spiegare cosa sia, ma come specchio per le allodole per cominciar un dialogo chissà che non possa servire a qualcosa!

D'altronde, Rocard nei fatti già propone di dire ai paesi arabi che l'epoca della sacro-santità del vecchio Stato-Nazione, che gli è stata rifilata in era post-coloniale è finita, e che con qualcosa va sostituita. Chissenefrega che cosa è l"arabité", come non ci interessa quello che possa essere l"europeité" (e guai a volerlo definire).

C'è dell'"arabité" in giro per il mondo arabo? Unitela! Vogliamo riformare il mondo arabo? Incoraggiamolo ad unirsi a mo’ di Unione europea. Questo scrive Rocard. Non è stupidissima come politica. Forse come idea sì, ma come politica non lo sarebbe. Per lo meno ne sarebbe una. E Rocard è un politico, che sa, che il vero riformista farà sempre la figura dell'apprendista stregone agli occhi del più auto-dichiarato rivoluzionario.


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Per scrivere questo post sono stati consumati: tre caffettiere di Lavazza Crema e Gusto, tre sigarette rullate di tabacco Drum, due fette di Cake Balsen.

Al Parlamento non far sapere quanto è bella la figlia di Fatuzzo (e le sue pere)

TetteResoconto d'aula della seduta del Parlamento europeo del 13 giugno 2001. Dibattito sulle protesi mammarie. Intervengono il deputato del Partito Pensionati Carlo Fatuzzo ed il radicale Gianfranco Dell'Alba.

Fatuzzo (PPE-DE). - Signora Presidente, sono naturalmente a favore di un'assoluta riduzione dell'uso del silicone nelle protesi mammarie. Ho parlato, signora Presidente - mi perdoni questo racconto - la settimana scorsa di questo documento a mia figlia Cristina che, tra l'altro, è stata nella graduatoria di Miss Italia, e le ho detto: "Sono assolutamente contrario all'uso di protesi al silicone, specialmente per le donne. Non è che tu ne faccia uso?" "Ma cosa stai dicendo?" mi ha risposto. "Io non userei mai protesi al silicone, perché non ne ho assolutamente bisogno. E che, devo venire a Strasburgo per far sapere a tutti i deputati, a cui tu riferirai questo nostro colloquio, che sto bene così come sono, nature, senza alcun intervento?" E' per questo che non l'ho portata a Strasburgo, mentre ho portato mia madre, mia sorella e mia moglie.

Dell'Alba (TDI). - Se posso permettermi, signora Presidente, è un'assenza che si fa sentire, perché la figlia dell'onorevole Fatuzzo, oltre ad essere molto bella, è anche molto simpatica e quindi la sua assenza nuoce alla nostra Aula, comunque al nostro Parlamento. In guisa di conclusione, signora Presidente, oltre a ringraziarla di essersi prestata a questo piccolo "divertissement", vorrei dire che, per quanto riguarda le protesi al silicone, se c'è una categoria presso la quale dobbiamo assolutamente intervenire con misure di prevenzione quanto ai rischi che possono derivare da queste protesi - di cui, malgrado tutto, ancora non si conoscono le conseguenze a volte negative nel campo della salute - sono proprio le giovani che, magari a quindici, sedici anni, vedendo modelli di riferimento nelle varie televisioni, pensano di migliorare il loro aspetto facendo, addirittura a quella età, un'operazione per applicare una protesi al silicone. Da questo punto di vista, quindi, la categoria dei giovani è particolarmente interessata, e a questa penso si debba rivolgere innanzitutto il testo che abbiamo votato oggi.


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Per scrivere questo post è stato consumato un barattolo di Nutella Ferrero da 375gr. e tanto fette di pan carré Harris

Il voto utile... a Michel Rocard

Bruce SpringsteenDi Michel Rocard questo blog parlerà spesso. E presto dedicheremo a lui, cioè a colui che qualunque persona di buon senso non può che considerare come il degno Bruce Springsteen del Bob-Dylan-Mitterand qualche parola in musica ed una serenata.

Oggi, però, dopo lo pseudo-dibattito Royal-Sarko e le valanghe di moralismo sui poveri handycappati con cui destra e sinistra hanno anestetizzato lo scontro per compattare ciascuno il proprio fronte, questo blog scende in campo per il voto utile... a Michel Rocard.

Si poteva sugli handycappati, ma anche su altri temi come l'economia, il ruolo (perduto) della Francia in Africa, l'Europa aprire la politica francese alla droga di quella libertà individuale, di ricerca, di organizzarsi "proibita" in Francia. E invece abbiamo dovuto subire il dilagare degli Arnaud (de) Montebourg, e di un impossibile "aggiornamento" del gaullismo al mondo nuovo delle Paris Hilton e degli Al Zawahiri.

Ad essere francesi, bisognerebbe astenersi o votare bianca al secondo turno. Non sarebbe un voto per Le Pen, ma evidenzierebbe il fallimento dei dirigenti socialisti che hanno remato contro la strategia di Rocard per la creazione di una sinistra riformista e meno ideologica, anche con Bayrou. Perchè noi pagheremmo il prezzo di mille ostriche chez Richard per assistere alla scena di lunedì mattina a rue Solferino, con Michel Rocard che spiega a tutta l'allegra compagnia della burocrazia socialista tutta la loro burocrazia, tutta la loro burocrazia e tutta la loro burocrazia.

Non basterà a cambiare il Partito (Socialista) più conservatore del mondo dopo quello della Corea del Nord, ma è in fondo l'unico modo per reagire in maniera europea e divertente ad una situazione in cui Sarkozy sarà felice di essere presidente, Segolène Royal di essere diventata Segolène Royal, e noialtri dovremo cercare altre soluzioni per essere felici. A allora tutti chez Richard domenica... e buona Francia a tutti.


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Per scrivere questo post sono stati consumati: un'ala di pollo fritta, due tozzi di pane, una bottiglia da 50c di acqua San Pellegrino ed un flan.

Quelli che sono per Segolène e quelli con le dita nel naso

Europei per Segolene

Didascalia: Foto a Strasburgo dei deputati europei che sostengono la candidatura di Segolène Royal, tra gli italiani si riconoscono Luisa Morgantini, Pia Elda Locatelli e Vittorio Prodi. Notare dietro a destra, personaggio che esprime il suo sostegno a Segolène... con le dita nel naso: un vero "cochon politikon"!

PS: Gli originali ad alta definizione sono a disposizione della stampa lasciando il proprio indirizzo email tra i commenti...


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Per scrivere questo post sono stati consumati: un tramezzino al salmone scozzese ed un pollo al curry.

Più vacanze per tutti: si torna all'Europa di... Ventotene

La PiscineSe l'Europa non ama Bruxelles, Bruxelles si apre all'Europa e così aumentano le "vacanze" degli eurodeputati. Fino ad oggi 4 settimane all'anno sono dedicate dal calendario del Parlamento europeo alle "circoscrizioni", le cosiddette "settimane gialle" sinonimo di niente riunioni a Bruxelles e Strasburgo e deputati liberi di scorrazzare dove vogliono. Liberi anche assistenti e quasi tutti i funzionari, sostituiti da efficienti segreterie telefoniche. Poichè in questi periodi di vuoto istituzionale, tra un Cosmopolitan ed una Caipirina ci si concentra meglio alla ricerca di soluzioni ai problemi dell'Europa, per colmare il gap con i cittadini si è deciso di ri-fare gli Stati Uniti d'Europa in stile... Ventotene.

Dal referendum francese in molti hanno pensato a come riavvicinare l'Europa ai cittadini. E finalmente è stata presa una decisione che peserà sulla vita di molti: le settimane gialle aumentano, anzi raddoppiano. Insomma, più vacanze per tutti al Parlamento europeo. Anche perchè l'Europa più lavora, più è pericolosa. Una bozza di riforma del calendario parlamentare propone di aumentare i periodi dedicati agli elettori dalle 4 attuali a 8, 10 oppure addirittuta 12.

Del resto è sempre stato così. Sarà più facile costruire gli Stati Uniti d'Europa sorseggiando Bloody Mary su un belvedere mediterraneo, che tra le scartoffie e la nebbia di Bruxelles. Sarà un caso se Altiero Spinelli il suo manifesto lo ha scritto a Ventotene?


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Per scrivere questo post sono stati consumati due flutes di champagne Henri Chauvet (Cuvée Blanche) e qualche salatino

Questo blog sarà online a partire dall'8 Maggio

Ci vediamo presto sulla prima bloggosfera multilingue del mondo.